Di certo questa è stata un’estate calda, caldissima: luglio 2019 è stato infatti registrato come il mese più caldo di sempre, e nemmeno in questi primi giorni di agosto, di fatto, il termometro si è allontanato dalle zone più alte. Ecco quindi che, per non annaspare nelle settimane che verranno, e soprattutto per prepararsi al meglio in vista delle prossime estati, abbiamo voluto stilare una guida esaustiva sulle possibili soluzioni per rinfrescare la casa, senza però avere a che fare con bollette da capogiro.

Il problema, spesso e volentieri, è infatti proprio questo: maggiore è il comfort ricercato in casa, maggiore è anche il consumo elettrico necessario, e quindi il costo totale in bolletta. Ma non deve per forza essere così: scegliendo gli accessori e le tecnologie giuste, infatti, è possibile raffrescare la propria casa mantenendo bassi i consumi – e riducendo al minimo il proprio impatto ambientale!

Il ventilatore

Ecco il classico dispositivo che, senza opera murarie e con una spesa spesso molto contenuta, permette di rendere più vivibile la nostra abitazione. Ma attenzione: i ventilatori non raffreddano l’aria, creano solo una corrente d’aria che ci dà la sensazione di una maggiore frescura, favorendo l’evaporazione dell’umidità . Si tratta, quindi, di una mezza soluzione, e niente più. Esistono però dei modelli estremamente economici e, spendendo qualcosina di più, è possibile portarsi a casa dei ventilatori molto efficienti a fronte di un dispendio energetico estremamente ridotto. I fattori da tenere in considerazione sono per l’appunto i consumi, l’ingombro, la grandezza delle pale, la possibilità di regolare velocità e direzione e infine la portata massima. Ma si può certamente fare di più che acquistare un semplice ventilatore!

Il climatizzatore portatile

Ecco un’altra soluzione piuttosto veloce: i climatizzatori portatili, a fronte di una spesa decisamente più alta di un ventilatore, permettono di rinfrescare la casa. Sono certamente più economici e più facili da installare – non richiedendo opere murarie – rispetto ai colleghi fissi, ma sono anche meno efficienti e tendenzialmente più rumorosi. Va poi sottolineato che, logicamente, questi accessori non possono essere portati qui e lì del tutto liberamente: devono pur sempre essere collegati a un tubo che porta all’esterno della casa l’aria calda. Da qui, dunque, gli ulteriori svantaggi di questa soluzione, non esattamente funzionale e nella maggior parte dei casi antiestetica.

Il climatizzatore fisso

Ecco il vero protagonista del raffreddamento delle abitazioni. Ne esistono tante tipologie diverse, ma non c’è dubbio che ormai sia doveroso concentrarsi sui climatizzatori multi-split in pompa di calore elettrica aria-aria provvisti di inverter, che garantiscono un’alta efficienza a fronte di una marcata silenziosità. Per avere un climatizzatore realmente efficiente e mantenere bassi i consumi energetici è in primo luogo doveroso acquistare solo dispositivi A+, A++ o A+++, tenendo in considerazione anche il rapporto di efficienza energetica stagionale. Si deve poi calcolare qual è la potenza necessaria per poter effettivamente rinfrescare l’ambiente, in base prima di tutto alla sua superficie: sono infatti necessari circa 340 BTU/h per ogni metro quadrato, rendendo quindi indispensabile (per fare un esempio) un climatizzatore da 10.000 BTU per un locale di 30 metri quadrati. Questi sono però dei calcoli generici: un tecnico, per individuare il climatizzatore fisso più adeguato per un preciso ambiente, prende in considerazione anche il numero e la qualità degli infissi, nonché il grado di isolamento termico generale della costruzione. Come viene ormai ripetuto da anni, inoltre, è necessario installare un climatizzatore in ogni stanza, in modo da poter mantenere realmente basse le bollette.

Va peraltro sottolineato che, in caso di impossibilità di installare la classica unità esterna sulla parete esterna dell’edificio, sono disponibili anche degli speciali climatizzatori fissi monoblocco con tubi a muro, che necessitano di due fori sulla parete perimetrale.

Rinfrescare i grandi ambienti industriali: solar cooling e raffrescamento evaporativo

Esistono altre due soluzioni per rinfrescare gli edifici che però, per le loro caratteristiche, vengono consigliate solamente per grandi ambienti, come per l’appunto i capannoni industriali. Il primo è il raffrescamento evaporativo. Il suo meccanismo, almeno a parole, è semplice: l’aria interna, per mezzo di un ventilatore, viene aspirata e fatta passare attraverso un pannello di cellulosa che, per mezzo della sua umidità, raffredda l’aria (l’aria in entrata infatti cede calore all’acqua) rilasciandola nell’ambiente. In questo caso, quindi, non servono né gas refrigeranti, né tubi che portano all’esterno l’aria calda. Come si può immaginare, questo sistema – generando per forza di cose umidità – è consigliato solo per gli ambienti con un circolo d’aria continuo.

Il solar cooling, invece, prevede l’accoppiamento di una speciale macchina frigorifera ad assorbimento (che produce acqua refrigerata) con un impianto solare termico, che fornisce l’energia necessaria.

Stai cercando la soluzione giusta per rinfrescare la tua casa o il tuo capannone industriale? Contattaci: sapremo individuare la soluzione più efficiente e più conveniente in base alle tue esigenze!