In queste pagine parliamo spesso degli incentivi e dei fondi messi a disposizione dallo Stato e dalle Regioni per incoraggiare i cittadini e le aziende a rendere più efficienti gli edifici: abbiamo quindi parlato di fondi per l’installazione di impianti fotovoltaici, di incentivi per il rifacimento delle facciate, delle detrazioni fiscali per le caldaie di nuova generazione, degli aiuti per l’utilizzo delle rinnovabili in agricoltura e via dicendo. Presentati così, uno dopo l’altro, gli incentivi statali per il risparmio energetico e per l’efficientamento degli edifici possono sembrare slegati da una visione unitaria. In realtà, tutte queste agevolazioni fiscali rispondono – o dovrebbero rispondere – a un disegno più ampio, dettato da piani pluriennali a livello nazionale e internazionale. Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare un post al nuovo Piano Nazionale Energia e Clima, anche detto Piano Nazionale Energia e Clima 2030: si tratta infatti di un documento fondamentale, frutto di un lungo lavorio, che influenzerà in modo pesante le politiche energetiche dei prossimi anni, e quindi, parallelamente, anche la creazione di nuovi incentivi..

Che cos’è il Piano Nazionale Energia e Clima 2030

Il testo definitivo del Piano Nazionale Energia e Clima 2030 è stato pubblicato il 21 gennaio. Eppure del PNIEC si parla già da tanto, tanto tempo: il percorso che ha portato alla sua creazione è iniziato nel 2018. Già nel dicembre di quell’anno, infatti, era stata inviata alla Commissione europea una prima bozza del piano, realizzata partendo dai contributi fondamentali dei principali organismi pubblici operanti sui temi energetici e ambientali. A quel testo hanno collaborato infatti GSE, RSE, Enea, Ispra e Politecnico di Milano. Lo stesso è stato fatto in tutti gli altri Stati membri e, dopo alcuni mesi per la valutazione dei documenti, la Commissione europea nel giugno del 2019 ha dato il proprio responso su tutti i Piani presentati: a seguito delle raccomandazioni e dei suggerimenti ricevuti in tale sede, ora si è arrivati alla consegna e alla pubblicazione del testo definitivo del Piano Nazionale Energia e Clima 2030.

L’obiettivo del PNIEC è cambiare progressivamente le politiche energetiche del Paese, avviandosi dunque verso la decarbonizzazione, in continuità con quanto contenuto nel precedente Pacchetto Energia e Clima 2020. I vari Piani creati nei singoli Paesi sono strutturati in modo da raggiungere degli obiettivi specifici a livello europeo: Nel Quadro 2030 per il Clima e l’energia si parla infatti di una quota minima, entro il 2030, del 32% di energie rinnovabili sui consumi lordi; di una riduzione di consumi di energia primaria del 32,5% rispetto al tendenziale; di una riduzione dei gas serra del 40% rispetto ai valori del 1990. GLi sforzi di tutti gli Stati membri devono puntare a raggiungere questi obiettivi macroscopici. 

Il testo definitivo del PNIEC

Il testo definitivo del PNIEC presentato dall’Italia presenta 5 aree di intervento specifiche. Si parla infatti di decarbonizzazione, di efficienza energetica, di sicurezza energetica, dello sviluppo del Mercato Interno dell’Energia e, infine, della ricerca-innovazione-competitività. Queste strategie, articolate in un testo diviso in 5 sezioni, saranno alle basi delle politiche energetiche dei prossimi 5 anni. Come prevedibile, la promozione dell’autoconsumo energetico figura tra le principali misure energetiche presenti nel Piano: questa visione sottintende una continuità di fondo nella presenza di incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici domestici e di altri sistemi volti alla creazione di energia pulita sul posto.

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