Da anni ci si sta avvicinando alla completa liberalizzazione del mercato dell’energia. A partire dal 1° luglio del 2020 si avrà la completa apertura del Mercato Libero, in seguito alla definitiva fine del Servizio di maggior tutela – e quindi dei mercati di tutela per l’elettricità e per il gas. Ma cosa accadrà effettivamente il prossimo anno? Cosa dovrai fare entro quella data? In questa guida semplice e veloce troverai tutte le risposte che stai cercando.

Cos’è il Servizio di maggior tutela?

Partiamo dalle basi: non è detto per esempio che tu sappia, nel concreto, cos’è il Servizio di maggior tutela. In estrema sintesi si tratta del servizio relativo ai mercati di tutela, i quali vantano delle condizioni economiche e contrattuali regolate dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ovvero dall’Arera, che rinnova le condizioni economiche a cadenza trimestrale). Il mercati di tutela per l’elettricità e per il gas si ‘oppongono’ all’altra alternativa, ovvero al mercato libero, all’interno del quale l’utente si può muovere liberamente in base alle proprie esigenze e alle condizioni economiche stabilite da ogni singolo venditore.

Ebbene, come anticipato e come probabilmente avevi già sentito dire, il prossimo anno il Servizio di maggior tutela sarà eliminato, lasciando spazio al solo mercato libero. In realtà la fine del Servizio di maggior tutela era fissata per il 1° luglio 2019, ma il decreto Milleproroghe ha deciso, tra l’altro, di posticipare il termine dei mercati di tutela di un anno esatto, rinviando tutto al 1° luglio del 2020. Questo significa, quindi, che per i prossimi 11 mesi non cambierà nulla. Ma cosa si dovrà fare entro quella data? Come devono comportarsi gli utenti? E tu, cosa dovresti fare?

I consigli in vista della fine del Servizio di maggior tutela

Non sono molti gli utenti che, a oggi, si sono rivolti al Mercato libero – pur partendo dal presupposto che questo, in media, garantisce un risparmio minimo di circa il 10%. La domanda che sorge spontanea e che molti si stanno ponendo in questo periodo, quindi, è: che cosa succederà a tutte quelle utenze che, allo scadere del 1° luglio 2020, non avranno ancora deciso alcun nuovo fornitore? Ebbene, questa cruciale domanda, per ora, non ha alcuna risposta certa, nel senso che non è ancora stato deciso nulla a riguardo.

Per chiarire un po’ la situazione e il da farsi, però, l’Antitrust ha composto una guida per suggerire agli utenti le giuste mosse in vista della fine della maggior tutela. Ecco, nello specifico, i principali consigli dell’ente anti-monopolio.

Prima di tutto, è necessario confrontare in modo attento le varie offerte e le varie condizioni contrattuali prima di passare al mercato libero. Va peraltro detto che, per rendere meno critico il passaggio, l’Arera si è riservata la possibilità di definire delle condizioni contrattuali e delle offerte standardizzate, le offerte “placet”, le quali devono essere proposte da tutti i venditori del mercato libero;

Prima di effettuare una scelta oculata è necessario capire quali sono le voci che vanno a formare il prezzo finale. Si parla quindi dei costi dei servizi, i quali sono definiti a monte e sono uguali sia per i mercati di tutela che per il mercato libero; delle imposte e della accise, particolarmente importanti per definire il prezzo finale del gas; infine, della componente energia e dell margine di commercializzazione del dettaglio, l’unico costo sul quale i vari rivenditori possono effettivamente competere. Va però detto che questa ultima voce di costo non pesa in linea generale più del 50% del prezzo finale.

Nel concreto, l’Antitrust consiglia di non dare mai il proprio consenso per un nuovo contratto sul mercato libero senza aver letto attentamente tutte le condizioni; per questo motivo, è assolutamente sconsigliato accettare dei contratti durante una semplice telefonata di televendita. Nel dettaglio, l’Antitrust ricorda che non c’è alcun obbligo di pagamento in caso di attivazione non richiesta e che, in ogni caso, il consenso dato non è mai irreversibile. Al contrario, gli utenti hanno il diritto di recedere da un contratto (fatto telefonicamente o a domicilio) entro i 14 giorni (solari, non lavorativi) a partire dalla sua stipula.

Questi sono i più importanti consigli in vista del passaggio verso il mercato libero, che dovrebbe permettere agli utenti italiani di risparmiare in bolletta. Ma si sa: l’unico modo per poter veramente tagliare i costi della bolletta elettrica è quello di produrre da sé stessi, in completa autonomia, la propria energia elettrica, con un impianto fotovoltaico. Noi del Gruppo Aura siamo pronti a progettare e a installare il migliore degli impianti fotovoltaici in base alle tue esigenze e al tuo budget, tenendo ovviamente in considerazione ogni possibile incentivo pubblico: se vuoi risparmiare davvero sulla bolletta, contattaci oggi stesso per avere altre informazioni!