Oggi vogliamo parlarvi dei sistemi di accumulo domestici, e quindi di quei particolari dispositivi che permettono di sfruttare al massimo – e al meglio – l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici. Il concetto di fondo è semplice e intuitivo: i benefici del possedere un impianto fotovoltaico aumentano insieme alla quantità di energia autoprodotta che si riesce a consumare. Per dirla ancora più brevemente, i benefici del fotovoltaico aumentano insieme all’aumentare dell’autoconsumo, andando a ridurre – se non a eliminare del tutto – i costi delle bollette.

Ma cosa c’entrano con tutto questo i sistemi di accumulo domestici? Semplice: non è detto che un’utenza domestica abbia bisogno sul momento dell’energia elettrica prodotta dall’impianto di pannelli fotovoltaici. È un fenomeno tipico: i pannelli fotovoltaici vengono irradiati dal sole soprattutto durante il giorno, mentre l’utilizzo della maggior parte dei dispositivi elettrici energivori di una casa è spesso spostato verso sera – si pensi alla lavatrice, al forno, all’asciugacapelli e via dicendo. Per via di queste tempistiche che non sempre combaciano, l’autoconsumo non può che diminuire, insieme ai benefici di possedere dei pannelli fotovoltaici.

Ed è qui, dunque, che entrano in gioco i sistemi di accumulo domestici: si tratta, semplificando al massimo, di un sistema di batterie che viene collegato all’inverter fotovoltaico, per accumulare l’energia elettrica che non viene richiesta immediatamente dalle utenze domestiche. Quella stessa energia, stoccata nelle batterie, verrà invece messa automaticamente a disposizione dell’utente nel momento in cui ne avrà bisogno.

I sistemi di accumulo domestici e la domotica

Abbiamo visto quelli che sono i principali vantaggi dei sistemi di accumulo domestici. Bisogna però sottolineare il fatto che questo sistemi di stoccaggio non sono l’unico modo per sfruttare in modo intelligente l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici. C’è anche un altro modo per aumentare in modo concreto l’autoconsumo: parliamo, ovviamente, dei sistemi domotici, e quindi di sistemi che, se correttamente impostati, permettono di “forzare” l’impianto elettrico della casa e usare – per quanto possibile – l’energia elettrica autoprodotta sul momento. Un esempio classico è quello di un sistema domotico che, per sfruttare l’energia elettrica proveniente dai pannelli fotovoltaici, attiva un meccanismo di riscaldamento dell’acqua attraverso l’ausilio di resistenze elettriche, andando così a ridurre lo sforzo – e i consumi – della caldaia. Ma lo stesso sistema domotico può fare molto altro per gestire in modo intelligente l’energia autoprodotta, avviando automaticamente dispositivi energivori (ovviamente appositamente programmati) come le lavastoviglie e le lavatrici. Un sistema domotico può essere un’eccellente alternativa a un sistema di accumulo domestico oppure, ancora meglio, può essere installato insieme a quest’ultimo, in modo da ottimizzare al massimo grado la gestione dell’energia domestica.

Come funzionano i sistemi di stoccaggio domestico?

Per capire come funziona un sistema di accumulo domestico, facciamo un esempio. Potrebbe per esempio accadere che, in una giornata di sole, in casa non ci sia nessuno per buona parte della giornata: l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico sarà ben maggiore rispetto a quella richiesta durante quelle ore dal frigorifero, dal congelatore e da altri dispositivi sempre accesi, come potrebbe essere il deumidificatore. Ecco quindi che l’energia in eccesso verrà instradata verso le batterie, che stoccheranno l’energia in eccesso per le ore successive. Arrivata la sera, dopo il tramonto, qualcuno in casa deciderà di accendere il forno, oppure l’asciugatrice. In quel momento, ovviamente, non ci sarà elettricità in entrata dall’impianto fotovoltaico; senza dover andare a prelevare energia elettrica dalla rete esterna, si potrà però godere dell’energia elettrica accumulata durante il giorno, massimizzando l’autoconsumo.

Si capisce quindi che la funzione più complessa di un sistema di accumulo domestico non sta tanto nello stoccaggio vero e proprio dell’energia elettrica nelle batterie, quanto invece nella gestione corretta e automatica dei flussi di energia: è infatti compito di questo sistema capire quando accumulare energia e quando, invece, indirizzarla verso la rete elettrica domestica.

Nel caso di un normale impianto Grid Connected – e quindi di una normale casa che risulta collegata anche alla rete elettrica nazionale – nel momento in cui le batterie dell’impianto di stoccaggio domestico saranno completamente piene, si inizierà a immettere l’energia in eccesso sulla rete del GSE.

Un sistema di accumulo domestico, dunque, permette di tagliare in modo drastico le spese in bolletta, e di aumentare concretamente l’autoconsumo energetico, sfruttando al massimo il proprio impianto fotovoltaico. Vuoi saperne di più, avere un preventivo personalizzato o scoprire gli incentivi ai quali puoi attingere per ottimizzare il tuo impianto domestico? Contattaci: noi del Gruppo Aura siamo pronti a rispondere a ogni tua richiesta!